Come assemblare il nostro HTPC

Non tralasciate di dare una scorsa all’articolo precedente, che ci introduce alla fase operativa che tratteremo in questo articolo, ovvero: assemblare un HTPC. Apriamo il coperchio del nostro case e prepariamoci ad inserirvi la scheda madre. Prima di alloggiarla, finchè è comodamente poggiata sul nostro piano di lavoro, approfittiamone per due operazioni fondamentali:

  • Inseriamo i moduli RAM: se di norma, disponendo di un solo banco di memoria, sarebbe consigliabile inserirlo nel primo slot a disposizione, individuabile leggendo la scritta stampigliata sul circuito stampato della motherboard (per esempio RAM1 è da preferirsi a RAM2), potrebbe esserci anche l’eccezione che conferma la regola. Quindi, per fugare ogni dubbio, diamo una scorsa al libretto delle istruzioni della scheda madre che ci illuminerà sia su questo aspetto, sia (disponendo di due o quattro banchi di RAM identici), sulla modalità di inserimento per far si che lavorino in dual-chanel, beneficiando di un aumento di velocità e prestazioni. Prima di inserire la RAM allarghiamo per bene i due becchi di plastica al lato dello zoccolo, quindi individuiamo il lato corretto di inserimento del banco di memoria (in base al taglio che divide in due i contatti), quindi pressiamo energicamente facendo attenzione che la RAM entri nella zoccolatura in modo omogeneo, senza stortarsi. Se abbiamo fatto bene il lavoro, i due becchi laterali si saranno richiusi e sarà necessario solo stringerli ulteriormente per avvertire uno scatto che determina il corretto e definitivo fissaggio. Buona parte dei problemi di mancato boot del sistema o comparsa di BSOD durante l’utilizzo sono dati da RAM inefficienti o montate male, per cui non trascuriamo nessun dettaglio!
  • Alloggiamo il processore: non c’è possibilità di sbagliare, perché il processore, come la RAM, ha un verso di inserimento obbligato, ma occorre comunque molta attenzione, perché i piedini della CPU sono molto delicati e stortarli o romperli significa dover gettare alle ortiche il una bella manciata di quattrini. Per prima cosa, occorre operare sulla motherboard, sganciando la leva di fissaggio della CPU, cioè premendo verso il basso, quindi tirando verso l’esterno in modo che la leva esca dal blocco e si sollevi per effetto della molla a circa 45/60 gradi; quindi portiamola a 90/120 gradi in modo che faccia scorrere il carrellino che servirà a bloccare la CPU (su molte motherboard viene montato un falso processore, per evitare di che i contatti si danneggino: l’operazione sopra descritta ci consentirà di rimuoverlo). Osserviamo ora la forma della zoccolatura della predisposizione sulla scheda madre e memorizziamo dove è posta l’orecchia, cioè quel piccolo angolo in cui non sono presenti i fori di alloggiamento dei piedini del processore; facciamo la stessa verifica sulla CPU ed il gioco è fatto: abbiamo scoperto il corretto (l’unico) verso di inserimento del processore. Rimuoviamo dalla CPU la basetta posta a protezione dei contatti ed afferrando il processore dai due lati esterni, senza toccare i piedini, poggiamolo delicatamente nella sede. Controlliamo che il processore aderisca perfettamente all’alloggiamento sulla scheda madre e facciamo, all’inverso, l’operazione descritta sopra, riguardo la leva di bloccaggio: premiamola fino a che sia parallela alla motherboard, quindi spostiamola verso il blocco di fissaggio. Operazione, tanto semplice quanto delicata, degna quindi della massima attenzione.

Un altro aspetto tecnicamente semplice, ma per cui è fondamentale un buon livello di attenzione, è il fissaggio del dissipatore alla motherboard. La modalità varia in funzione del socket (possono esserci molle con viti a fissaggio o semplicemente due ganci) ed in funzione della tipologia di dissipatore che andremo a montare. In ogni caso, il fissaggio è intuibile e, per qualunque problema, avremo delle istruzioni dettagliate che ci illustreranno come procedere. Ci preme invece porre l’accento sull’importanza della perfetta aderenza del dissipatore alla CPU, che influenza sensibilmente l’efficacia del dissipatore nel farsi carico di disperdere il calore prodotto dalla CPU.

Per favorire il contatto tra processore e dissipatore si ricorre alla pasta termica (o termo-conduttiva), una sorta di guarnizione che si auto-dispone per annullare disassamenti o imperfezioni nel contatto tra le due piastre. E quindi importante stendere la giusta quantità di pasta (cioè una piccolissima goccia al centro della CPU) ed è altrettanto fondamentale che non sia creino bolle d’aria premendo le due piastre luna sull’altra. Fortunatamente, quasi tutti i dissipatori (anche quelli boxed) hanno già uno strato sottile di pasta termica alla base, pronta per entrare in contatto con la CPU. Pertanto anche questa operazione ancorché delicata, risulta essere piuttosto semplice.

Tuttavia non è sempre conveniente fissare da subito il dissipatore, soprattutto se si è scelto di adottarne uno di grandi dimensioni, perché potrebbe intralciarci nell’inserimento delle altre componenti (hard-disk prima di tutto). Rimandiamo quindi l’operazione sopra descritta ad una fase successiva, salvo che il dissipatore prescelto non ci imponga di fissare una basetta di supporto sul retro della motherboard, il che renderebbe impossibile alloggiare il dissipatore con la scheda madre già fissata nel case.

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