HTPC economici: prezzo e consumo migliori

Avere a disposizione un HTPC economico ma efficiente è una combinazione piuttosto complicata, ma possibile. Ecco dunque a voi una lista di tutti i prodotti presentati come Media Center e Home Theater con il quale possiamo passare ore ed ore di filmati e navigazione, passiamo dunque alla lista per HTPC economici: prezzo e consumo migliori.

HTPC economici: tutti i consigli

htpc economici prezzo e consumo miglioriPrendete nota: consigliamo sempre vivamente i media center che potete assemblare con dei Mini PC o vari tipi di Case ITX. Questo perché il concetto “Home Theater PC” s’è un po’ sfasato nel tempo, e non è più tanto supportato da tante case. Per certi, ora il prodotto s’è trasformato in qualcosa definito più come Steambox, nel mentre tante altre persone hanno deciso di sfruttare semplicemente i loro portatili o anche le stesse console (Xbox One / PS4) come Media Center. Il termine viene da un periodo nel quale connettere un qualsiasi prodotto capace di leggere video ed audio ad alta definizione era difficile e complicato, e spesso risultava nell’acquisto d’un prodotto costoso – appunto un Media Center – per trovare una soluzione.

Cosa è consigliato fare, dunque? Dalla nostra, consigliamo l’acquisto d’un qualsiasi Mini PC (o anche un Media Center munito di Android) ed installare Kodi. Questo programma di facile installazione permette d’inizializzare un Home Theater senza problemi e con costi molto contenuti, mettendo da parte il fatto che Kodi è per definizione completamente gratuito. Un MiniPC vi costerà anche sotto i 200 euro se cercate un Chromebox o un prodotto munito di Android.

Detto ciò, se proprio avete intenzione di continuare a cercare dei Media Center dedicati, ecco tutto quelli che possiamo consigliarvi:

HTPC economici: prezzo e consumo migliori, quali sono

htpc economici listaI prezzi qui riportati sono di vari punti vendita, ma in prevalenza Amazon (anche store Americano). Altri negozi possono avere un prezzo differente.

I Prodotti XPC di Shuttle (http://global.shuttle.com/main/productsList?categoryId=69). Ecco una marca con il quale iniziare. Quest’azienda produce dei Mini PC pre-assemblati fatti apposta per funzionare da HTPC. Molti di loro sono Fanless, ovvero non hanno delle ventole che producono alcun rumore. E’ possibile trovare anche prodotti Rugged (resistenti un po’ a tutti gli urti) e che possono trasmettere il segnale a più schermi in 4K. Il prezzo varia di modello in modello, ma aspettatevi di pagare 300 euro per il prodotto più di base disponibile nel catalogo.

Origen AE (http://www.origenae.co.kr/en/htpc_x15e.htm). Ecco qualcosa che urla “Sono un Media Center!” quando lo vedete. L’Origin AE è un prodotto un po’ vecchio, ma stabile. Alcuni modelli sono previsti di Touchscreen oltre all’obbligatorio lettore DVD. Offrono anche una buona gamma d’entrate, come USB o schede SD. Per chi è capace, può anche arrivare a modificarne uno per potenziarne le caratteristiche e farlo diventare un po’ più attuale. Questo prodotto, a seconda delle condizioni nel quale lo troviamo, può costare circa 275-400 euro.

Jepssen (http://www.jepssen.com/digitalbox_4k.html). Ecco una marca più attuale, ancora impegnata a creare Media Center e HTPC d’ottima qualità. Il Digital Box / MediaBox che offrono infatti può riprodurre video in 4K e funzionare in tanti modi. Sono principalmente muniti di Android, solo il modello DigitalBox 4K è munito di Windows 10. Molto completo e potente, forse l’unico problema è comprarne uno: la casa ha un sistema d’ordine piuttosto macchinoso e non fornisce prezzi diretti, fate caso che per un Digital Box HD il costo parte da 350 euro.  Come tale, un DigitalBox 4K può costare anche molto di più di tale cifra. Ma rimane nonostante ciò una delle marche più valide per cercare un prodotto aggiornato che faccia da HTPC.

Una menzione speciale va fatta alla serie Fujitsu Siemens 570, il quale offre una buona soluzione da HTPC in un piccolo chassis che ricorda molto un semplice lettore DVD. Ha in realtà installato Windows XP Media Center Edition e può perfettamente funzionare anche al giorno d’oggi, modificandolo come sempre a dovere. Il suo costo può arrivare sui 200-300 euro.

Migliori mini PC da utilizzare come HTPC

Migliori-mini-PC-da-utilizzare-come-Htpc

Volete portare il cinema a casa vostra? Invece di optare direttamente per un HTPC, magari è meglio scegliere un Mini PC.

Perché un Mini PC? Ovviamente, quando dobbiamo comprare un prodotto specializzato “Home Theater PC (HTPC)” i costi possono essere più alti, proprio perché il prodotto è fatto apposta per questo scopo. Comprando invece un Mini PC non solo avremo la possibilità di personalizzare tutto al midollo, ma anche di avere a portata di mano qualcosa che possiamo ritrasformare facilmente in un PC casalingo.

Ovviamente non tutto è rose e fiori: a meno che non vogliamo avere a che fare con un normalissimo Windows, dobbiamo personalizzare la macchina. Questo può essere facile o difficile a seconda della vostra esperienza nel campo.

Volete un consiglio? Procuratevi Kodi (https://kodi.tv/download). Questo programma è fra i più popolari per un sacco di sistemi operativi. E’ pronto per Windows o anche per Linux, se volete passare interamente ad un altro sistema operativo.

Alternativamente, potete provare GeeXboX (http://www.geexbox.org/download/).

Infine: non è il caso di tutti, ma se volete leggere un DVD attraverso un Mini PC, ricordatevi che non tutti hanno un lettore DVD (o Bluray) integrato. Per questo motivo è di buona pratica comprarne uno USB. Potete creativamente integrarlo con un po’ di colla e pazienza oppure appoggiarlo semplicemente dove vi pare. Il tutto sta al vostro senso della comodità.

Ora vediamo quali sono i migliori che possiamo procurarci e trasformare in HTPC!

Nota: i prezzi sono stati presi da Amazon.IT. Altri negozi o punti vendita possono avere prezzi differenti o offerte a tempo limitato.

Asus Vivomini UN45-VM014M Desktop Computer…iniziamo subito con un barebone molto contenuto. Un PC barebone è composto dalla minima quantità di pezzi necessari a funzionare, e può essere necessario l’acquisto d’un paio di componenti ritenuti opzionali. In questo caso, questo modello di Vivomini può richiedere delle DDR e un SSD da comprare a parte. Ciò chiarifica il costo di sole 125 euro per l’acquisto. Ha la sua uscita HDMI, due USB e una LAN – oltre che naturalmente una semplice entrata audio 3,5mm. Nonostante la sua semplice composizione, la CPU Intel Celeron 1.4Ghz può affrontare praticamente tutti i tipi di formati video senza inciampare in troppi problemi.

Se invece preferite una soluzione più completa, potete puntare al Asus VC65-G021M VivoMini PC, Processore Intel I3 6100T, RAM 4 GB, HDD da 500 GB + Dual Bay, Free Dos, Argento . Oltre ad includere una composizione principale più potente (CPU i3) è anche inclusa la RAM, da 4GB, e un Hard Disk interno da 500Gb. Il costo di questo prodotto è di 396 euro – sistema operativo non incluso. Il che significa che è parecchio malleabile.

HP Pavilion 510-p159ng…le dimensioni iniziano ad ingrandirsi, ma non per caso: il Pavilion 510 rientra nella categoria Mini Tower, ma è comunque un PC molto contenuto nelle dimensioni. E’ in effetti poco più grande d’una Xbox One. Sacrificando perciò quest’aspetto, cosa otteniamo in cambio? Per sole 370 euro, questo particolare modello offre 8Gb di RAM e un HDD da 1TB. Il processore è un AMD A8 9600, di suo già abbastanza potente per riprodurre qualsiasi contenuto multimediale. Alla fine, il vantaggio più grande che possiamo considerare è la completa inclusione d’un lettore DVD, oltre che naturalmente un lettore di schede SD. Essendo tutto montato frontalmente, è molto comodo ed offre l’esperienza più adatta per un HTPC. Non ha un sistema operativo, come tale possiamo installarci di tutto senza pensieri.

Acer Revo One RL85…se invece state cercando qualcosa di particolare e con un’estetica unica, il Revo One di Acer è tutto quello che state cercando. Si tratta d’un Mini PC di forma quasi cilindrica, piccolo e con tutti i componenti necessari già montati (4GB di RAM, 1Tb di HDD, processore Intel Celeron). Di suo, ha anche un App che potete scaricare per il vostro Smartphone che agisce da telecomando. E’ un po’ fuori dai canoni del giorno d’oggi e richiede un po’ d’attenzioni per essere compreso appieno nelle sue funzioni…ma per 368 euro, si può anche fare!

Altri componenti hardware per il nostro HTPC

Nei precedenti articoli abbiamo già trattato l’argomento hardware, affrontando la scelta delle componenti che rappresentano il cuore del nostro sistema: Motherboard, CPU, VGA e RAM. Proseguiamo con i consigli hardware per HTPC, toccando ora quegli aspetti che oggettivamente sono secondari, ma che in un HTPC rappresentanto dettagli importantissimi che spesso fanno la differenza.

Un sistema performante ed efficiente deve essere correttamente alimentato. La PSU, cioè l’alimentatore che trasformerà e fornirà corrente continua e multivoltaggio al nostro sistema, deve innanzitutto essere adeguata, in termini di potenza, al consumo di tutto l’hardware installato. Badiamo però che per adeguata non intendiamo necessariamente di pari potenza: infatti, così come quando cuciniamo un risotto, misuriamo le porzioni con il pugno della mano e riserviamo un paio di manciate per la padella, alla stessa maniera, è buona norma scegliere una PSU con potenza pari al consumo totale del sistema, incrementato del 50% (ad esempio, se stimiamo che il nostro HTPC consumi 150W a pieno regime, orientiamoci su una PSU da almeno 220W). Una tale tolleranza è consigliabile principalmente per i seguenti motivi:

  • discordanza tra la potenza dichiarata dal produttore e la potenza realmente erogata dall’unità
  • efficienza della PSU, cioè potenza reale emessa al netto della naturale dispersione delle componenti
  • margine per l’ampliamento del sistema e per l’installazione di periferiche aggiuntive rispetto alla dotazione iniziale
  • maggiore stabilità delle tensioni, dovuta ad un minore sforzo dell’apparato di alimentazione

Proprio con riferimento alla dispersione di corrente di un’unità PSU, va considerato che anche gli alimentatori più efficienti (definiti 80-PLUS) sprecano una quantità di watt che può arrivare fino al 20% della potenza massima. In altre parole, un buon alimentatore da 600W può arrivare a bruciare anche 120W, trasformandoli in calore. Già in fase progettuale avevamo sottolineato quanto sia importante il raffreddamento per un HTPC: ecco, consideriamo quindi che, meno il sistema scalderà, meno dovremo raffreddarlo con apposite ventole, meno percepiremo il rumore prodotto dal ricircolo forzato del flusso d’aria.

A questo punto dovrebbe essere chiaro che, come per la CPU, anche per la scelta della PSU non si deve eccedere inutilmente (in un precedente articolo l’abbiamo definita sindrome della MotoGP), sovra-dosando eccessivamente la potenza dell’unità di alimentazione, anche perché maggiore potenza, oltre a maggiore spreco e calore, significa anche maggiore prezzo di acquisto. Un sistema HTPC ben costruito, ancorchè ben farcito di hard disk, periferiche ed accessori, raramente consumerà più di 100W a pieno regime, per cui è tendenzialmente inutile propendere per PSU di potenza superiore ai 300W. Pertanto per il nostro Media Center, è fondamentale scegliere PSU che abbiano le seguenti caratteristiche:

  • potenza adeguata al reale consumo
  • ventola di raffreddamento ampia (da 120mm), che, se confrontata ad una di diametro inferiore, ruoterà a velocità minori per produrre il medesimo flusso d’aria
  • ventola silenziosa; di norma i produttori di alimentatori commercializzano una tipologia di apparecchi denominati silent ovvero appositamente studiata per produrre meno rumore possibile; è anche consuetudine verificare che sia indicato il valore del rumore prodotto (in decibel) nelle caratteristiche della PSU (anche se quanto viene dichiarato non sempre trova reale riscontro nella realtà)
  • sistema di termoregolazione automatica che regola la rotazione della ventola in base alla necessità di raffreddamento dell’unità
  • PSU modulare, cioè possibilità di utilizzare solo il cablaggio strettamente necessario, scollegando i connettori superflui; ciò determina un minore impegno del volume del case e, di conseguenza, una maggiore facilità nella circolazione dell’aria all’interno del cabinet, quindi un migliore raffreddamento di tutto il sistema. Quest’ultima caratteristica, seppure interessante, può determinare un forte innalzamento del prezzo della PSU, per cui la si consideri un valore aggiunto, più che un punto di partenza

Esistono anche due tipologie di PSU raffreddate passivamente: le PSU ATX (quindi di dimensioni standard) silent o fanless di potenza medio alta (fino a 400W), prive di ventola ma costruite con materiale altamente dissipante che consenta la dispersione del calore e le cosiddette pico-PSU, ovvero unità di alimentazione DC/DC molto piccole montate allinterno del case (spesso direttamente sul cavo di alimentazione a 20/24 pin della scheda madre), connesse ad un trasformatore AC/DC esterno (tipo notebook), di wattaggio minore (fino a 150W) e particolarmente indicate per la creazione di un sistema mini-ITX a basso consumo. Questa seconda tipologia di PSU si trova spesso preinstallata nei case con form-factor mini-ITX.

A nostro parere, se l’adozione di una PSU fanless è una scelta dovuta nella costruzione di un sistema totalmente passivo, quindi raffreddato senza circolazione forzata da ventole e dunque inserito in un case appositamente strutturato per il raffreddamento passivo (costruito con materiale pesante e molto dissipante), in tutti gli altri casi è sconsigliabile, sia per via del prezzo dell’oggetto, sia per il fatto che produrrebbe calore all’interno del cabinet che andrà comunque dissipato con ventole, sia per il fatto che una buona PSU raffreddata attivamente è pressoché inudibile (soprattutto se termoregolata) e può essere altresì utile ad espellere l’aria calda dall’interno del case.

Sempre in ambito di ventole e calore, affrontiamo ora il tema del raffreddamento della CPU. Le possibilità, in questo caso sono principalmente quattro:

  • raffreddamento a liquido, tipico di sistemi overclockati o moddati; contrariamente a quanto si possa pensare, non è una modalità del tutto silent, perché il liquido necessita della spinta di una pompa elettrica per poter circolare e deve essere comunque raffreddato in modo attivo, quindi da una ventola. Soluzione stilisticamente e concettualmente interessante, ma più adatta a sistemi spinti che a sistemi Media Center
  • dissipazione attiva, cioè la tipologia di raffreddamento più tipica (anche per i normali PC) che prevede, oltre al dissipatore posto a contatto della CPU, anche una ventola per il raffreddamento rapido dello stesso; questa scelta è tanto più interessante quanto più la ventola prescelta sarà silenziosa e di ampio diametro e se il dissipatore in dotazione con la CPU viene sostituito con uno di maggiore efficienza
  • dissipazione passiva, ovvero raffreddamento per il solo tramite di un radiatore posto a contatto della CPU, costruito in materiale dissipante (spesso si usa il rame) e di dimensioni assai generose
  • raffreddamento semi-passivo, che implica l’adozione di un buon dissipatore posto a contatto della CPU (come per la dissipazione passiva) raffreddato non per mezzo di specifica ventola, ma attraverso la ventola di sistema che forza il ricircolo dell’aria all’interno del cabinet, immette aria dall’ambiente e sia posizionata in modo da convogliare il flusso dell’aria fresca principalmente sul dissipatore della CPU

Così come detto poco sopra riguardo alle PSU, anche in questo caso ci sentiamo di consigliare la terza ipotesi solo a coloro i quali vogliano costruire un sistema totalmente passivo ed abbiano a disposizione, oltre ad una CPU con TDP molto basso, un case di volume ampio oppure dotato di pipes che amplifichino il raffreddamento trasferendo pare del calore al telaio del case. Scartata anche la prima ipotesi per i motivi già esposti, riteniamo che il raffreddamento attivo o semi passivo, per cui sarà fondamentale un’attenta scelta del dissipatore e/o della ventola (non è opportuno affidarsi al dissipatore boxed ovvero quello in dotazione al momento dell’acquisto del processore), siano le strade tutto sommato più interessanti da percorrere.

Consigli per i componenti del nostro HTPC

Veniamo ora alla parte più divertente e gratificante: la lista della spesa e, quindi, i nostri consigli hardware per un buon HTPC. Se abbiamo ben chiaro cosa vogliamo realizzare, questoperazione sarà tanto divertente quanto rapida, proprio perché, almeno sulla carta, il nostro HTPC avrà già trovato la giusta forma e il necessario contenuto. Vediamo quindi gli aspetti da non sottovalutare per un acquisto giusto sotto tutti i punti di vista.

Nella scelta della scheda madre, al di là dallaspetto dimensionale (già trattato negli articoli precedenti) i principali aspetti da considerare sono:

  • il Chipset, cioè il sistema di circuiti installati sulla motherboard, aspetto che determina buona parte delle caratteristiche che seguono
  • sezione video integrata, normalmente abbreviata in GPU o VGA, e tipologia della connessione video VGA, DVI o HDMI
  • sezione audio integrata e tipologia della connessione audio: analogica stereo o analogica multicanale, digitale spdif/ottica o digitale coassiale. Fondamentale anche la possibilità di veicolare i segnali audio stereo, multicanale, dolby, losless, etc. via HDMI
  • il Socket, ovvero la standard del connettore per lalloggiamento della CPU
  • il Front Side Bus, cioè la velocità di dialogo dei vari componenti (CPU, RAM, etc.)
  • la quantità, tipologia e velocità massima dei moduli RAM montabili
  • la quantità, tipologia e velocità dellinterfaccia per la connessione di hard disk
  • la dotazione di connessioni disponibili, ovvero il numero e la tipologia, ad esempio, delle porte USB (2.0, 3.0), IEEE 1394 o Firewire (utile per la connessione di videocamere DV), Seriale e/o Parallela (entrambe ormai in disuso), etc. Vanno considerate sia le connessioni posteriori, quindi accessibili dallesterno, che quelle cosidette onboard o header, quindi presenti sulla scheda madre, non accessibili dallesterno, e funzionali a connettere periferiche interne
  • numero e tipologia degli slot di espansione PCI, ovvero delle interfacce per la connessione di periferiche aggiuntive

Il buon funzionamento del nostro PC da salotto, non può quindi prescindere dal chipset della scheda madre, proprio perchè determina le caratteristiche di massima della scheda madre stesse, cioè influisce su tutte le altre caratteristiche sopra elencate.

Per quanto riguarda la sezione video (VGA o GPU), sia essa integrata nel chipset, quindi presaldata sulla scheda madre, sia essa discreta, cioè connessa al sistema via PCI o PCI-e, dovremo sicuramente considerare:

  • presenza di ventola silenziosa o raffreddamento passivo (sconsigliato in case di piccole dimensioni e per GPU molto performanti)
  • quantità, tipologia e velocità di memoria disponibile e, qualora la GPU fosse ricompresa nel chipset, esistenza di una RAM dedicata in alterativa alla condivisione di parte della memoria del sistema
  • possibilità di veicolare tutti i formati audio multicanale (anche losless), tramite connessione HDMI
  • capacità di sfruttare laccelerazione hardware per la decodifica di contenuti in alta definizione (tutte le schede attuali, anche economiche, hanno ormai questa capacità)
  • tutti gli altri aspetti più tecnici (tecnologia produttiva, numero di core e velocità del processore, etc.) che non riteniamo sia questa la sede di trattare, soprattutto in virtù del fatto che, verificate le caratteristiche di cui sopra, queste più specifiche seguiranno di conseguenza

La costante e sempre crescente miniaturizzazione dei circuiti ha determinato la possibilità di integrare nel chipset della motherboard GPU di potenza sufficiente alluso HTPC, senza necessità, salvo esigenze particolari, di adottare sezioni video discrete. Consigliamo quindi di optare per questa possibilità per la costruzione del nostro primo sistema Media Center.

Per la scelta del processore, determinata anche dal socket della motherboard prescelta, non dovremo farci influenzare solo dalla potenza o quantità di core dello stesso, ma piuttosto dal TDP (Thermal Design Power).Esso viene misurato in watt e rappresenta la quantità di energia consumata dal processore per lavorare a pieno regime, ovvero il calore che la CPU dovrà smaltire per lavorare a potenza piena. Limportanza della potenza è relativa, dato che in un HTPC il lavoro dellelaborazione grafica in carico alla GPU sarà prevalente rispetto allimpegno del processore o, comunque, la GPU sottrarrà alla CPU buona parte del lavoro utile a beneficiare dei contenuti multimediali. Chiaramente una CPU più veloce, performante e con maggior numero di cores determinerà un sistema più reattivo e più fresco (lavorerà a bassi regimi) e ci consentirà di poter delegare al nostro Media Center anche compiti non strettamente connessi allutilizzo come PC da salotto (lelaborazione video, per esempio).

Attenzione a non farsi colpire dalla sindrome della MotoGP nella scelta del processore, cioè quellirrefrenabile impulso ad alimentare il nostro mezzo con un motore di grande potenza (in questo caso, ovviamente, la CPU), quando poi lo useremo solo al di fuori della pista. Nel caso specifico, il nostro PC da salotto svolgerà dei compiti infinitamente meno avidi di potenza rispetto a quelli che richiedono CPU esose e ultraperformanti.

Ancora una volta siamo costretti a fare cenno alla sempre crescente miniaturizzazione dei componenti tecnologici per chiarire che alcune motherboard mini ITX, oltre ad essere dotate di una buona sezione video onboard montano un processore presaldato a basso consumo (10/15W) e di potenza modesta ma sufficiente per luso multimediale. Ladozione di questa tipologia di prodotto come base per il nostro sistema multimediale è condivisibile per molti aspetti:

  • aspetto ambientale: basso consumo significa risparmio ma anche rispetto dellambiente. Un sistema così concepito, già corredato di tutte le periferiche, può arrivare a consumare 30W, cioè circa un terzo di un normale sistema desktop o con CPU e GPU separate.
  • facilità di assemblaggio e riduzione della possibilità di errori o incompatibilità. Con la sola aggiunta di RAM, di un Hard Disk e di un alimentatore, avremo già un sistema totalmente funzionante, anche per il fatto che i driver di configurazione del sistema saranno ottenibili da ununica fonte, ovvero il sito del produttore della motherboard
  • aspetto economico: di norma un siffatto sistema costa molto meno di un sistema a componenti discrete.

Non ci soffermeremo molto sulla scelta della RAM, piuttosto vogliamo darvi un consiglio che saprete apprezzare solo se vi dovesse capitare di non farlo vostro. Ogni produttore di motherboard testa alcune tipologie, quantità e marche di RAM, dando poi notizia della piena compatibilità sul proprio sito internet: ecco, ignorare questo aspetto e fare di testa nostra significa molto spesso lottare contro BSOD (letteralmente schermate blu di morte) ovvero blocchi inaspettati del sistema o disfunzioni meno gravi ma che rallentano o impediscono lutilizzo del nostro HTPC.

Evitiamo dunque di fare gli spavaldi, lasciamo da parte lorgoglio nerd che cè in noi e facciamo tesoro dellottimo consiglio, partendo proprio da quella lista di RAM compatibili, pescando poi la quantità desiderata, la velocità e la latenza migliore.

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