HTPC silenzioso

Si era già accennato ad un aspetto che rende differente un HTPC e un normale PC: il rumore prodotto. Se in un ambite di lavoro difficilmente percepiremo o saremo infastiditi dal ronzio delle ventole di raffreddamento del Personal Computer su cui lavoriamo, nel salotto di casa la situazione non sarebbe affatto la stessa. Puntiamo quindi a costruire un HTPC silenzioso.

Il rumore è prodotto prevalentemente dalla circolazione forzata dell’aria all’interno del cabinet del PC, necessaria per il raffreddamento delle componenti interne e cioè, in ordine (decrescente) di calore prodotto: processore, alimentatore, hard-disk, scheda madre, periferiche e RAM. Di norma, nei comuni personal computer, sono presenti due o tre ventole, spesso di qualità mediocre, che espellono aria calda, immettono aria fredda o soffiano direttamente su un elemento specifico da raffreddare. Quest’ultima tipologia di ventola è sempre presente nei normali PC e serve a raffreddare il dissipatore posto a contatto del processore. In altre parole, la CPU che tende a scaldarsi notevolmente quando viene sottoposta ad intensa attività di elaborazione, disperde il calore per il contatto con una serpentina dissipante che, a sua volta, è raffreddata da un flusso d’aria mirato.

L’espulsione dell’aria calda dal case, nei casi in cui non è favorita da un’apposita ventola, è un onere interamente a carico della ventola pre-inserita nell’alimentatore, che concorre anche a raffreddare le componenti elettriche interne dell’alimentatore stesso.

Cerchiamo ora di capire qual è il concetto che sta alla base di un efficacie sistema di raffreddamento, così da poter avere tutti gli elementi per raggiungere un livello accettabile di rumore o, meglio ancora, di silenzio. Chiunque abbia mai utilizzato un normale ventilatore, sa benissimo che è tanto maggiore la quantità d’aria prodotta, quanto più ampio è il diametro delle pale o quanto più è alta la velocità di rotazione delle stesse, ma sa altrettanto bene che aumentare la spinta dell’aria non è sufficiente ad ottenere un abbassamento della temperatura. Si ottiene un reale raffreddamento quando il ventilatore è funzionale a favorire il flusso/deflusso di aria da un ambiente fresco ad un ambiente più caldo. Ecco spiegato il mistero: nel nostro PC da salotto, sarà sufficiente creare o favorire un flusso d’aria fresca che investa direttamente tutti i componenti interni del nostro HTPC, mantenga costante la temperatura media del sistema e defluisca all’esterno una volta scaldatosi e, quindi, esaurito il suo compito. Tale flusso sarà tanto più abbondante quanto più sarà abbondante il calore prodotto dall’hardware installato. Quindi, in base alla tipologia ed alla dimensione del case prescelto, dovrà essere più o meno favorito o indotto da ventole aggiuntive.

In commercio esistono prodotti totalmente fanless, ovvero privi di ventole: processori raffreddati passivamente, alimentatori privi di ventole, supporti per unità ottiche o magnetiche (hard-disk) in grado di dissipare il calore per contatto con il case che, ovviamente, dovrà essere opportunamente predisposto o per lo meno realizzato con materiale di tipologia e spessore sufficiente a consentire la dissipazione. Allo stesso modo esistono svariate periferiche a raffreddamento passivo, motivo per cui non è impossibile progettare un sistema totalmente silenzioso (in vero si percepirà il rumore prodotto dalla rotazione degli hard-disk). Per contro esistono anche ventole silenziose a tal punto da non essere udibili già a qualche decina di centimetri dall’HTPC.

In definitiva, il silenzio è doro, ma può essere tanto complicato quanto costoso raggiungerlo a livello assoluto, che un buon compromesso è forse la scelta più saggia.

Le giuste dimensioni

A parità di standard dimensionali (form-factors), l’HTPC che andremo a costruire potrà avere un impatto estetico assai differente in funzione del case che andremo a scegliere per alloggiarvi il nostro hardware. Per cui qualcuno potrà essere allettato dall’idea di costruire un HTPC di dimensioni generose, mentre altri ricercheranno l’essenzialità e la compattezza, pur avendo scelto la medesima tipologia di form-factor. Chiaramente i due orientamenti non saranno in tutto e per tutto equivalenti: chi sceglierà di adottare un cabinet ampio avrà sicuramente più facilità ad alloggiare un maggior numero di periferiche e potrà beneficiare di un più ampio ricircolo d’aria all’interno del contenitore.

Optando per dimensioni più contenute, quindi adottando un case sottile (slim) o compatto, avremo naturalmente a disposizione un numero minore di spazi dove alloggiare, per esempio, hard-disk, schede PCI (come sintonizzatori TV) e, più in generale, un numero inferiore di accessori. Altro elemento da non tralasciare, se la nostra scelta ricadesse su un contenitore di dimensioni compatte, sarà l’adozione di hardware che lavori a temperature contenute, per prevenire il surriscaldamento dei componenti hardware.

Tuttavia, per quanto diverse, nessuna delle ipotesi descritte è migliore in assoluto. La scelta deve comunque essere molto ben ponderata e non potrà prescindere, in primis, dal nostro gusto personale, ma anche dalla posizione in cui alloggeremo il nostro Media Center PC e, ultimo ma non ultimo, dalla nostra inclinazione a farcirlo di nuovi componenti in fase successiva al primo assemblaggio.

Come si diceva in precedenza, l’attuale trend dimostra un buon livello di interesse verso sistemi basati su hardware mini ITX, quindi estremamente snelli e compatti. Alloggiando l’hardware in un case con tale fattore di forma, di norma avremo a disposizione solo uno spazio per inserire un hard-disk, spesso da 2,5 (ovvero della tipologia adottata per i notebook), quindi meno capiente e più costoso rispetto ad un normale supporto magnetico da 3,5 e raramente si avrà la predisposizione per una scheda PCI full profile (cioè di dimensioni standard). Tenuto conto che file musicali, fotografie e file video (oltre ad eventuali registrazioni effettuate dal Media Center) occuperanno molto spazio fisico, saremo costretti a delegare l’archiviazione a soluzioni di storage esterne, come NAS o hard-disk USB, così come dovremo adottare sintonizzatori TV esterni ed altri accessori che non troveranno spazio all’interno del case.

In conclusione, come è meglio muoverci se stiamo progettando il nostro primo PC da salotto? Orientiamoci su un case compatto, ma non troppo, in grado di ospitare motherboard micro ATX (quindi, eventualmente, anche mini ITX), che abbia altezza sufficiente a consentirci di inserire nativamente schede PCI full profile (quindi circa 13 cm), meglio se dotato di predisposizione per un lettore ottico (ODD) standard da 5,25 (costa meno della versione slim, ultra-slim e slot-in) e che abbia spazio interno per almeno due hard-disk da 3,5. Completa il profilo del candidato la presenza di un telecomando che determina l’esistenza di un ricevitore ad infrarossi già pre-inserito nel frontale del case, spesso inglobato in un display LCD o VFD. La dotazione di un alimentatore standard non è un elemento fondamentale poichè spesso si tratta di hardware di livello mediocre, rumoroso e non efficiente, se paragonato ad una PSU acquistata separatamente.

Storage Server Client HTPC

Negli articoli precedenti abbiamo illustrato le caratteristiche tipiche di un HTPC che, a grandi linee possono essere sintetizzate come segue: un HTPC Media Center è un PC da salotto che, tramite telecomando ed apposito front-end, ci consentirà di fruire comodamente dei contenuti multimediali in esso memorizzati e che ci consentirà di sintonizzare e registrare le emittenti televisive digitali terrestri e satellitari. Ne consegue che avrà la caratteristica di racchiudere in sè tutte le periferiche utili allo scop0: hard disk, sintonizzatori TV, lettore BluRay o DVD, etc. Ma se poi gli stessi contenuti li vogliamo visualizzare anche su una TV secondaria? Se, mentre facciamo colazione in cucina avessimo il desiderio di vedere il programma registrato la sera prima o se la sera prima avessimo voluto veder finire lepisodio della nostra serie preferita comodamente spaparanzati a letto? Bene, inutile girarci intorno: un HTPC così come lo abbiamo illustrato in queste pagine non ci aiuta nello scopo.

Dobbiamo progettare un HTPC di tipo client-server, ovvero prevedere due o più apparati distinti, collegati tra loro a mezzo di LAN cablata (o via Powerline) o LAN via wireless (questultima se proprio non abbiamo alternativa, dato che potrebbe non avere banda sufficiente per contenuti ad alta definizione) in grado quindi di dialogare tra loro. Nel server troveranno spazio gli hard-disk, i sintonizzatori TV e, più in generale, verranno sistemati tutti i componenti utili alla ricezione, memorizzazione e diffusione dei contenuti, mentre in ogni client avremo solo lo stretto necessario per riprodurre quanto contenuto nel server.

Tuttavia, creare due apparati del tipo descritto non sarà sufficiente: infatti, se non avremo difficoltà ad accedere ai file memorizzati sul server (come accade normalmente in un ufficio), per beneficiare della visione della TV, avremo bisogno di un software dotato di tale funzionalità. In altre parole, la possibilità di estendere localmente i contenuti del nostro HTPC prevede la progettazione specifica di due o più apparati distinti, con caratteristiche convergenti e complementari e ladozione di un front-end capace di venire incontro alle nostre esigenze.

Come conseguenza, la scelta dellhardware dovrà essere ponderata attentamente, affinché ciò che acquisteremo risulti compatibile in primis con il front-end e, più in generale, sia adatta allo scopo. Ciò premesso, è facile intuire che server e client saranno sistemi radicalmente differenti tra loro: banalmente, il server difficilmente sarà impostato su soluzioni mini-ITX mentre è più facile, se non scontato, che lo sia il client. Questultimo avrà una dotazione hardware simile ad un PC (con le differenze già più volte citate), il server dovrà invece offrire spazio a tutte le periferiche necessarie al buon funzionamento del sistema.

HTPC form factor

Il formato e le dimensioni di un HTPC sono i primi aspetti da considerare: facciamo quindi un piccolo passo in avanti verso la realizzazione pratica del nostro progetto e affianchiamo alla teoria sinora trattata qualche primo concetto importante.

Prima di tutto dobbiamo avere ben chiaro dove alloggeremo il nostro Media Center: sarà opportuno verificare se esistano a fianco, sopra o sotto lo spazio identificato, altri apparecchi che dovranno convivere nel nostro salotto; in caso affermativo, è buona norma individuare un contenitore di forma e colore similare, diversamente avremo pressoché carta bianca. Questo primo elemento non è puramente estetico perchè, nella pratica, si tramuta nel primo imprescindibile elemento di standardizzazione del sistema, ovvero la scelta del fattore di forma (form-factor) del nostro HTPC.

Infatti, gli standard internazionali fissano svariati formati dimensionali che i produttori di hardware sono tenuti a rispettare; in questarticolo faremo principalmente riferimento ai form-factors relativi alle schede madri (motherboard), ovvero linsieme degli elementi che costituiscono il circuito stampato principale di ogni PC, su cui alloggeranno o si connetteranno tutti gli altri elementi del sistema. Chiaramente, la dimensione della scheda madre sarà unelemento importante per la scelta del contenitore in cui la andremo ad alloggiare.

In ambito HTPC, ma anche per i normali Personal Computers, i form-factors utilizzati sono principalmente tre: il formato ATX (cm 30 x 24), micro ATX (cm 24 x 24) e mini ITX (cm 17 x 17) .

  • Il primo form-factor (ATX) è forse il più vincolante, perché ci obbligherà ad adottare un cabinet di dimensioni generose ma, per contro, ci darà il più alto grado di espandibilità.
  • Il secondo (micro ATX), forse il più indicato per creare un sistema Media Center, potrà essere alloggiato solo in case di standard equivalente e ci fornirà una buon grado di espandibilità.
  • Il terzo standard (mini ITX), spesso associato al desiderio di creare sistemi estremamente compatti, potrà essere inserito in case di qualunque form-factor, ma, per contro, avrà un livello di espandibilità meno marcato.

Se fino a qualche anno fa il formato più piccolo (mini ITX) era considerato fondamentalmente di nicchia, ora, grazie anche alla continua attività di miniaturizzazione delle componenti, che consente di poter avere prestazioni similari ad un sistema basato su un fattore di forma più grande, è tornato prepotentemente in auge. Al successo del mini ITX concorre anche la scelta, attuata da molti produttori, di sviluppare motherboard con processore (CPU) di ultima generazione presaldato e chip grafici integrati di ottimo livello.

Progetto HTPC

Prima di affannarci nella ricerca di questo o quel componente, è fondamentale avere ben chiaro cosa andremo a realizzare. Immaginiamo per esempio di dover progettare unauto in grado di ospitare cinque passeggeri: avremo necessariamente bisogno di sedili capienti e di spazio sufficiente ad accogliere altrettanti ospiti; sarà inoltre opportuno progettare un telaio che supporti ladozione delle cinque porte. Il numero di passeggeri influirà, per esempio, anche sulla quantità di cinture di sicurezza disponibili e non potremo tralasciare il fatto che almeno cinque valige dovranno trovare alloggiamento nel bagagliaio.

Allo stesso modo, il progetto di un HTPC non può prescindere da alcune caratteristiche strettamente connesse alla fruizione del Media Center stesso. Sarà quindi necessario valutare con attenzione: la dimensione, lestetica, la dotazione di accessori e la futura espandibilità degli stessi, luso che faremo e il luogo dove alloggeremo lHTPC.

Banalmente, se il nostro PC da salotto verrà sistemato accanto allamplificatore, dovrà avere aspetto, forma e colore similare; se dovrà alloggiare molte schede di espansione, devessere dotato di predisposizioni adeguate; se vorremo trasferire le fotografie o i video appena realizzati con la nostra videocamera, dovrà trovare spazio un lettore di moduli di memoria sul frontale del Media Center e così via.

In altre parole è fondamentale progettare attentamente il sistema che andremo a realizzare perché, nel concreto, ci troveremo di fronte a contenitori (case o cabinet) in grado di ospitare solo un determinato hardware il quale, a sua volta, ci limiterà nella scelta di processori o memorie e potrà consentire lintegrazione di un numero o una tipologia limitata di periferiche che, come ulteriore conseguenza, offriranno solo alcune funzionalità o prestazioni.

Insomma: ogni singolo elemento influenza le restanti scelte, per cui solo con un buon progetto eviteremo di incorrere in errori grossolani e delusioni feroci. Perciò che aspettiamo? Carta, penna e idee a raffica.. Tra breve le tramuteremo in scelte concrete!

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