HTPC economici: prezzo e consumo migliori

Avere a disposizione un HTPC economico ma efficiente è una combinazione piuttosto complicata, ma possibile. Ecco dunque a voi una lista di tutti i prodotti presentati come Media Center e Home Theater con il quale possiamo passare ore ed ore di filmati e navigazione, passiamo dunque alla lista per HTPC economici: prezzo e consumo migliori.

HTPC economici: tutti i consigli

htpc economici prezzo e consumo miglioriPrendete nota: consigliamo sempre vivamente i media center che potete assemblare con dei Mini PC o vari tipi di Case ITX. Questo perché il concetto “Home Theater PC” s’è un po’ sfasato nel tempo, e non è più tanto supportato da tante case. Per certi, ora il prodotto s’è trasformato in qualcosa definito più come Steambox, nel mentre tante altre persone hanno deciso di sfruttare semplicemente i loro portatili o anche le stesse console (Xbox One / PS4) come Media Center. Il termine viene da un periodo nel quale connettere un qualsiasi prodotto capace di leggere video ed audio ad alta definizione era difficile e complicato, e spesso risultava nell’acquisto d’un prodotto costoso – appunto un Media Center – per trovare una soluzione.

Cosa è consigliato fare, dunque? Dalla nostra, consigliamo l’acquisto d’un qualsiasi Mini PC (o anche un Media Center munito di Android) ed installare Kodi. Questo programma di facile installazione permette d’inizializzare un Home Theater senza problemi e con costi molto contenuti, mettendo da parte il fatto che Kodi è per definizione completamente gratuito. Un MiniPC vi costerà anche sotto i 200 euro se cercate un Chromebox o un prodotto munito di Android.

Detto ciò, se proprio avete intenzione di continuare a cercare dei Media Center dedicati, ecco tutto quelli che possiamo consigliarvi:

HTPC economici: prezzo e consumo migliori, quali sono

htpc economici listaI prezzi qui riportati sono di vari punti vendita, ma in prevalenza Amazon (anche store Americano). Altri negozi possono avere un prezzo differente.

I Prodotti XPC di Shuttle (http://global.shuttle.com/main/productsList?categoryId=69). Ecco una marca con il quale iniziare. Quest’azienda produce dei Mini PC pre-assemblati fatti apposta per funzionare da HTPC. Molti di loro sono Fanless, ovvero non hanno delle ventole che producono alcun rumore. E’ possibile trovare anche prodotti Rugged (resistenti un po’ a tutti gli urti) e che possono trasmettere il segnale a più schermi in 4K. Il prezzo varia di modello in modello, ma aspettatevi di pagare 300 euro per il prodotto più di base disponibile nel catalogo.

Origen AE (http://www.origenae.co.kr/en/htpc_x15e.htm). Ecco qualcosa che urla “Sono un Media Center!” quando lo vedete. L’Origin AE è un prodotto un po’ vecchio, ma stabile. Alcuni modelli sono previsti di Touchscreen oltre all’obbligatorio lettore DVD. Offrono anche una buona gamma d’entrate, come USB o schede SD. Per chi è capace, può anche arrivare a modificarne uno per potenziarne le caratteristiche e farlo diventare un po’ più attuale. Questo prodotto, a seconda delle condizioni nel quale lo troviamo, può costare circa 275-400 euro.

Jepssen (http://www.jepssen.com/digitalbox_4k.html). Ecco una marca più attuale, ancora impegnata a creare Media Center e HTPC d’ottima qualità. Il Digital Box / MediaBox che offrono infatti può riprodurre video in 4K e funzionare in tanti modi. Sono principalmente muniti di Android, solo il modello DigitalBox 4K è munito di Windows 10. Molto completo e potente, forse l’unico problema è comprarne uno: la casa ha un sistema d’ordine piuttosto macchinoso e non fornisce prezzi diretti, fate caso che per un Digital Box HD il costo parte da 350 euro.  Come tale, un DigitalBox 4K può costare anche molto di più di tale cifra. Ma rimane nonostante ciò una delle marche più valide per cercare un prodotto aggiornato che faccia da HTPC.

Una menzione speciale va fatta alla serie Fujitsu Siemens 570, il quale offre una buona soluzione da HTPC in un piccolo chassis che ricorda molto un semplice lettore DVD. Ha in realtà installato Windows XP Media Center Edition e può perfettamente funzionare anche al giorno d’oggi, modificandolo come sempre a dovere. Il suo costo può arrivare sui 200-300 euro.

Migliori mini PC da utilizzare come HTPC

Migliori-mini-PC-da-utilizzare-come-Htpc

Volete portare il cinema a casa vostra? Invece di optare direttamente per un HTPC, magari è meglio scegliere un Mini PC.

Perché un Mini PC? Ovviamente, quando dobbiamo comprare un prodotto specializzato “Home Theater PC (HTPC)” i costi possono essere più alti, proprio perché il prodotto è fatto apposta per questo scopo. Comprando invece un Mini PC non solo avremo la possibilità di personalizzare tutto al midollo, ma anche di avere a portata di mano qualcosa che possiamo ritrasformare facilmente in un PC casalingo.

Ovviamente non tutto è rose e fiori: a meno che non vogliamo avere a che fare con un normalissimo Windows, dobbiamo personalizzare la macchina. Questo può essere facile o difficile a seconda della vostra esperienza nel campo.

Volete un consiglio? Procuratevi Kodi (https://kodi.tv/download). Questo programma è fra i più popolari per un sacco di sistemi operativi. E’ pronto per Windows o anche per Linux, se volete passare interamente ad un altro sistema operativo.

Alternativamente, potete provare GeeXboX (http://www.geexbox.org/download/).

Infine: non è il caso di tutti, ma se volete leggere un DVD attraverso un Mini PC, ricordatevi che non tutti hanno un lettore DVD (o Bluray) integrato. Per questo motivo è di buona pratica comprarne uno USB. Potete creativamente integrarlo con un po’ di colla e pazienza oppure appoggiarlo semplicemente dove vi pare. Il tutto sta al vostro senso della comodità.

Ora vediamo quali sono i migliori che possiamo procurarci e trasformare in HTPC!

Nota: i prezzi sono stati presi da Amazon.IT. Altri negozi o punti vendita possono avere prezzi differenti o offerte a tempo limitato.

Asus Vivomini UN45-VM014M Desktop Computer…iniziamo subito con un barebone molto contenuto. Un PC barebone è composto dalla minima quantità di pezzi necessari a funzionare, e può essere necessario l’acquisto d’un paio di componenti ritenuti opzionali. In questo caso, questo modello di Vivomini può richiedere delle DDR e un SSD da comprare a parte. Ciò chiarifica il costo di sole 125 euro per l’acquisto. Ha la sua uscita HDMI, due USB e una LAN – oltre che naturalmente una semplice entrata audio 3,5mm. Nonostante la sua semplice composizione, la CPU Intel Celeron 1.4Ghz può affrontare praticamente tutti i tipi di formati video senza inciampare in troppi problemi.

Se invece preferite una soluzione più completa, potete puntare al Asus VC65-G021M VivoMini PC, Processore Intel I3 6100T, RAM 4 GB, HDD da 500 GB + Dual Bay, Free Dos, Argento . Oltre ad includere una composizione principale più potente (CPU i3) è anche inclusa la RAM, da 4GB, e un Hard Disk interno da 500Gb. Il costo di questo prodotto è di 396 euro – sistema operativo non incluso. Il che significa che è parecchio malleabile.

HP Pavilion 510-p159ng…le dimensioni iniziano ad ingrandirsi, ma non per caso: il Pavilion 510 rientra nella categoria Mini Tower, ma è comunque un PC molto contenuto nelle dimensioni. E’ in effetti poco più grande d’una Xbox One. Sacrificando perciò quest’aspetto, cosa otteniamo in cambio? Per sole 370 euro, questo particolare modello offre 8Gb di RAM e un HDD da 1TB. Il processore è un AMD A8 9600, di suo già abbastanza potente per riprodurre qualsiasi contenuto multimediale. Alla fine, il vantaggio più grande che possiamo considerare è la completa inclusione d’un lettore DVD, oltre che naturalmente un lettore di schede SD. Essendo tutto montato frontalmente, è molto comodo ed offre l’esperienza più adatta per un HTPC. Non ha un sistema operativo, come tale possiamo installarci di tutto senza pensieri.

Acer Revo One RL85…se invece state cercando qualcosa di particolare e con un’estetica unica, il Revo One di Acer è tutto quello che state cercando. Si tratta d’un Mini PC di forma quasi cilindrica, piccolo e con tutti i componenti necessari già montati (4GB di RAM, 1Tb di HDD, processore Intel Celeron). Di suo, ha anche un App che potete scaricare per il vostro Smartphone che agisce da telecomando. E’ un po’ fuori dai canoni del giorno d’oggi e richiede un po’ d’attenzioni per essere compreso appieno nelle sue funzioni…ma per 368 euro, si può anche fare!

HTPC silenzioso

Si era già accennato ad un aspetto che rende differente un HTPC e un normale PC: il rumore prodotto. Se in un ambite di lavoro difficilmente percepiremo o saremo infastiditi dal ronzio delle ventole di raffreddamento del Personal Computer su cui lavoriamo, nel salotto di casa la situazione non sarebbe affatto la stessa. Puntiamo quindi a costruire un HTPC silenzioso.

Il rumore è prodotto prevalentemente dalla circolazione forzata dell’aria all’interno del cabinet del PC, necessaria per il raffreddamento delle componenti interne e cioè, in ordine (decrescente) di calore prodotto: processore, alimentatore, hard-disk, scheda madre, periferiche e RAM. Di norma, nei comuni personal computer, sono presenti due o tre ventole, spesso di qualità mediocre, che espellono aria calda, immettono aria fredda o soffiano direttamente su un elemento specifico da raffreddare. Quest’ultima tipologia di ventola è sempre presente nei normali PC e serve a raffreddare il dissipatore posto a contatto del processore. In altre parole, la CPU che tende a scaldarsi notevolmente quando viene sottoposta ad intensa attività di elaborazione, disperde il calore per il contatto con una serpentina dissipante che, a sua volta, è raffreddata da un flusso d’aria mirato.

L’espulsione dell’aria calda dal case, nei casi in cui non è favorita da un’apposita ventola, è un onere interamente a carico della ventola pre-inserita nell’alimentatore, che concorre anche a raffreddare le componenti elettriche interne dell’alimentatore stesso.

Cerchiamo ora di capire qual è il concetto che sta alla base di un efficacie sistema di raffreddamento, così da poter avere tutti gli elementi per raggiungere un livello accettabile di rumore o, meglio ancora, di silenzio. Chiunque abbia mai utilizzato un normale ventilatore, sa benissimo che è tanto maggiore la quantità d’aria prodotta, quanto più ampio è il diametro delle pale o quanto più è alta la velocità di rotazione delle stesse, ma sa altrettanto bene che aumentare la spinta dell’aria non è sufficiente ad ottenere un abbassamento della temperatura. Si ottiene un reale raffreddamento quando il ventilatore è funzionale a favorire il flusso/deflusso di aria da un ambiente fresco ad un ambiente più caldo. Ecco spiegato il mistero: nel nostro PC da salotto, sarà sufficiente creare o favorire un flusso d’aria fresca che investa direttamente tutti i componenti interni del nostro HTPC, mantenga costante la temperatura media del sistema e defluisca all’esterno una volta scaldatosi e, quindi, esaurito il suo compito. Tale flusso sarà tanto più abbondante quanto più sarà abbondante il calore prodotto dall’hardware installato. Quindi, in base alla tipologia ed alla dimensione del case prescelto, dovrà essere più o meno favorito o indotto da ventole aggiuntive.

In commercio esistono prodotti totalmente fanless, ovvero privi di ventole: processori raffreddati passivamente, alimentatori privi di ventole, supporti per unità ottiche o magnetiche (hard-disk) in grado di dissipare il calore per contatto con il case che, ovviamente, dovrà essere opportunamente predisposto o per lo meno realizzato con materiale di tipologia e spessore sufficiente a consentire la dissipazione. Allo stesso modo esistono svariate periferiche a raffreddamento passivo, motivo per cui non è impossibile progettare un sistema totalmente silenzioso (in vero si percepirà il rumore prodotto dalla rotazione degli hard-disk). Per contro esistono anche ventole silenziose a tal punto da non essere udibili già a qualche decina di centimetri dall’HTPC.

In definitiva, il silenzio è doro, ma può essere tanto complicato quanto costoso raggiungerlo a livello assoluto, che un buon compromesso è forse la scelta più saggia.

Le giuste dimensioni

A parità di standard dimensionali (form-factors), l’HTPC che andremo a costruire potrà avere un impatto estetico assai differente in funzione del case che andremo a scegliere per alloggiarvi il nostro hardware. Per cui qualcuno potrà essere allettato dall’idea di costruire un HTPC di dimensioni generose, mentre altri ricercheranno l’essenzialità e la compattezza, pur avendo scelto la medesima tipologia di form-factor. Chiaramente i due orientamenti non saranno in tutto e per tutto equivalenti: chi sceglierà di adottare un cabinet ampio avrà sicuramente più facilità ad alloggiare un maggior numero di periferiche e potrà beneficiare di un più ampio ricircolo d’aria all’interno del contenitore.

Optando per dimensioni più contenute, quindi adottando un case sottile (slim) o compatto, avremo naturalmente a disposizione un numero minore di spazi dove alloggiare, per esempio, hard-disk, schede PCI (come sintonizzatori TV) e, più in generale, un numero inferiore di accessori. Altro elemento da non tralasciare, se la nostra scelta ricadesse su un contenitore di dimensioni compatte, sarà l’adozione di hardware che lavori a temperature contenute, per prevenire il surriscaldamento dei componenti hardware.

Tuttavia, per quanto diverse, nessuna delle ipotesi descritte è migliore in assoluto. La scelta deve comunque essere molto ben ponderata e non potrà prescindere, in primis, dal nostro gusto personale, ma anche dalla posizione in cui alloggeremo il nostro Media Center PC e, ultimo ma non ultimo, dalla nostra inclinazione a farcirlo di nuovi componenti in fase successiva al primo assemblaggio.

Come si diceva in precedenza, l’attuale trend dimostra un buon livello di interesse verso sistemi basati su hardware mini ITX, quindi estremamente snelli e compatti. Alloggiando l’hardware in un case con tale fattore di forma, di norma avremo a disposizione solo uno spazio per inserire un hard-disk, spesso da 2,5 (ovvero della tipologia adottata per i notebook), quindi meno capiente e più costoso rispetto ad un normale supporto magnetico da 3,5 e raramente si avrà la predisposizione per una scheda PCI full profile (cioè di dimensioni standard). Tenuto conto che file musicali, fotografie e file video (oltre ad eventuali registrazioni effettuate dal Media Center) occuperanno molto spazio fisico, saremo costretti a delegare l’archiviazione a soluzioni di storage esterne, come NAS o hard-disk USB, così come dovremo adottare sintonizzatori TV esterni ed altri accessori che non troveranno spazio all’interno del case.

In conclusione, come è meglio muoverci se stiamo progettando il nostro primo PC da salotto? Orientiamoci su un case compatto, ma non troppo, in grado di ospitare motherboard micro ATX (quindi, eventualmente, anche mini ITX), che abbia altezza sufficiente a consentirci di inserire nativamente schede PCI full profile (quindi circa 13 cm), meglio se dotato di predisposizione per un lettore ottico (ODD) standard da 5,25 (costa meno della versione slim, ultra-slim e slot-in) e che abbia spazio interno per almeno due hard-disk da 3,5. Completa il profilo del candidato la presenza di un telecomando che determina l’esistenza di un ricevitore ad infrarossi già pre-inserito nel frontale del case, spesso inglobato in un display LCD o VFD. La dotazione di un alimentatore standard non è un elemento fondamentale poichè spesso si tratta di hardware di livello mediocre, rumoroso e non efficiente, se paragonato ad una PSU acquistata separatamente.

Come assemblare il nostro HTPC

Non tralasciate di dare una scorsa all’articolo precedente, che ci introduce alla fase operativa che tratteremo in questo articolo, ovvero: assemblare un HTPC. Apriamo il coperchio del nostro case e prepariamoci ad inserirvi la scheda madre. Prima di alloggiarla, finchè è comodamente poggiata sul nostro piano di lavoro, approfittiamone per due operazioni fondamentali:

  • Inseriamo i moduli RAM: se di norma, disponendo di un solo banco di memoria, sarebbe consigliabile inserirlo nel primo slot a disposizione, individuabile leggendo la scritta stampigliata sul circuito stampato della motherboard (per esempio RAM1 è da preferirsi a RAM2), potrebbe esserci anche l’eccezione che conferma la regola. Quindi, per fugare ogni dubbio, diamo una scorsa al libretto delle istruzioni della scheda madre che ci illuminerà sia su questo aspetto, sia (disponendo di due o quattro banchi di RAM identici), sulla modalità di inserimento per far si che lavorino in dual-chanel, beneficiando di un aumento di velocità e prestazioni. Prima di inserire la RAM allarghiamo per bene i due becchi di plastica al lato dello zoccolo, quindi individuiamo il lato corretto di inserimento del banco di memoria (in base al taglio che divide in due i contatti), quindi pressiamo energicamente facendo attenzione che la RAM entri nella zoccolatura in modo omogeneo, senza stortarsi. Se abbiamo fatto bene il lavoro, i due becchi laterali si saranno richiusi e sarà necessario solo stringerli ulteriormente per avvertire uno scatto che determina il corretto e definitivo fissaggio. Buona parte dei problemi di mancato boot del sistema o comparsa di BSOD durante l’utilizzo sono dati da RAM inefficienti o montate male, per cui non trascuriamo nessun dettaglio!
  • Alloggiamo il processore: non c’è possibilità di sbagliare, perché il processore, come la RAM, ha un verso di inserimento obbligato, ma occorre comunque molta attenzione, perché i piedini della CPU sono molto delicati e stortarli o romperli significa dover gettare alle ortiche il una bella manciata di quattrini. Per prima cosa, occorre operare sulla motherboard, sganciando la leva di fissaggio della CPU, cioè premendo verso il basso, quindi tirando verso l’esterno in modo che la leva esca dal blocco e si sollevi per effetto della molla a circa 45/60 gradi; quindi portiamola a 90/120 gradi in modo che faccia scorrere il carrellino che servirà a bloccare la CPU (su molte motherboard viene montato un falso processore, per evitare di che i contatti si danneggino: l’operazione sopra descritta ci consentirà di rimuoverlo). Osserviamo ora la forma della zoccolatura della predisposizione sulla scheda madre e memorizziamo dove è posta l’orecchia, cioè quel piccolo angolo in cui non sono presenti i fori di alloggiamento dei piedini del processore; facciamo la stessa verifica sulla CPU ed il gioco è fatto: abbiamo scoperto il corretto (l’unico) verso di inserimento del processore. Rimuoviamo dalla CPU la basetta posta a protezione dei contatti ed afferrando il processore dai due lati esterni, senza toccare i piedini, poggiamolo delicatamente nella sede. Controlliamo che il processore aderisca perfettamente all’alloggiamento sulla scheda madre e facciamo, all’inverso, l’operazione descritta sopra, riguardo la leva di bloccaggio: premiamola fino a che sia parallela alla motherboard, quindi spostiamola verso il blocco di fissaggio. Operazione, tanto semplice quanto delicata, degna quindi della massima attenzione.

Un altro aspetto tecnicamente semplice, ma per cui è fondamentale un buon livello di attenzione, è il fissaggio del dissipatore alla motherboard. La modalità varia in funzione del socket (possono esserci molle con viti a fissaggio o semplicemente due ganci) ed in funzione della tipologia di dissipatore che andremo a montare. In ogni caso, il fissaggio è intuibile e, per qualunque problema, avremo delle istruzioni dettagliate che ci illustreranno come procedere. Ci preme invece porre l’accento sull’importanza della perfetta aderenza del dissipatore alla CPU, che influenza sensibilmente l’efficacia del dissipatore nel farsi carico di disperdere il calore prodotto dalla CPU.

Per favorire il contatto tra processore e dissipatore si ricorre alla pasta termica (o termo-conduttiva), una sorta di guarnizione che si auto-dispone per annullare disassamenti o imperfezioni nel contatto tra le due piastre. E quindi importante stendere la giusta quantità di pasta (cioè una piccolissima goccia al centro della CPU) ed è altrettanto fondamentale che non sia creino bolle d’aria premendo le due piastre luna sull’altra. Fortunatamente, quasi tutti i dissipatori (anche quelli boxed) hanno già uno strato sottile di pasta termica alla base, pronta per entrare in contatto con la CPU. Pertanto anche questa operazione ancorché delicata, risulta essere piuttosto semplice.

Tuttavia non è sempre conveniente fissare da subito il dissipatore, soprattutto se si è scelto di adottarne uno di grandi dimensioni, perché potrebbe intralciarci nell’inserimento delle altre componenti (hard-disk prima di tutto). Rimandiamo quindi l’operazione sopra descritta ad una fase successiva, salvo che il dissipatore prescelto non ci imponga di fissare una basetta di supporto sul retro della motherboard, il che renderebbe impossibile alloggiare il dissipatore con la scheda madre già fissata nel case.

Altri componenti hardware per il nostro HTPC

Nei precedenti articoli abbiamo già trattato l’argomento hardware, affrontando la scelta delle componenti che rappresentano il cuore del nostro sistema: Motherboard, CPU, VGA e RAM. Proseguiamo con i consigli hardware per HTPC, toccando ora quegli aspetti che oggettivamente sono secondari, ma che in un HTPC rappresentanto dettagli importantissimi che spesso fanno la differenza.

Un sistema performante ed efficiente deve essere correttamente alimentato. La PSU, cioè l’alimentatore che trasformerà e fornirà corrente continua e multivoltaggio al nostro sistema, deve innanzitutto essere adeguata, in termini di potenza, al consumo di tutto l’hardware installato. Badiamo però che per adeguata non intendiamo necessariamente di pari potenza: infatti, così come quando cuciniamo un risotto, misuriamo le porzioni con il pugno della mano e riserviamo un paio di manciate per la padella, alla stessa maniera, è buona norma scegliere una PSU con potenza pari al consumo totale del sistema, incrementato del 50% (ad esempio, se stimiamo che il nostro HTPC consumi 150W a pieno regime, orientiamoci su una PSU da almeno 220W). Una tale tolleranza è consigliabile principalmente per i seguenti motivi:

  • discordanza tra la potenza dichiarata dal produttore e la potenza realmente erogata dall’unità
  • efficienza della PSU, cioè potenza reale emessa al netto della naturale dispersione delle componenti
  • margine per l’ampliamento del sistema e per l’installazione di periferiche aggiuntive rispetto alla dotazione iniziale
  • maggiore stabilità delle tensioni, dovuta ad un minore sforzo dell’apparato di alimentazione

Proprio con riferimento alla dispersione di corrente di un’unità PSU, va considerato che anche gli alimentatori più efficienti (definiti 80-PLUS) sprecano una quantità di watt che può arrivare fino al 20% della potenza massima. In altre parole, un buon alimentatore da 600W può arrivare a bruciare anche 120W, trasformandoli in calore. Già in fase progettuale avevamo sottolineato quanto sia importante il raffreddamento per un HTPC: ecco, consideriamo quindi che, meno il sistema scalderà, meno dovremo raffreddarlo con apposite ventole, meno percepiremo il rumore prodotto dal ricircolo forzato del flusso d’aria.

A questo punto dovrebbe essere chiaro che, come per la CPU, anche per la scelta della PSU non si deve eccedere inutilmente (in un precedente articolo l’abbiamo definita sindrome della MotoGP), sovra-dosando eccessivamente la potenza dell’unità di alimentazione, anche perché maggiore potenza, oltre a maggiore spreco e calore, significa anche maggiore prezzo di acquisto. Un sistema HTPC ben costruito, ancorchè ben farcito di hard disk, periferiche ed accessori, raramente consumerà più di 100W a pieno regime, per cui è tendenzialmente inutile propendere per PSU di potenza superiore ai 300W. Pertanto per il nostro Media Center, è fondamentale scegliere PSU che abbiano le seguenti caratteristiche:

  • potenza adeguata al reale consumo
  • ventola di raffreddamento ampia (da 120mm), che, se confrontata ad una di diametro inferiore, ruoterà a velocità minori per produrre il medesimo flusso d’aria
  • ventola silenziosa; di norma i produttori di alimentatori commercializzano una tipologia di apparecchi denominati silent ovvero appositamente studiata per produrre meno rumore possibile; è anche consuetudine verificare che sia indicato il valore del rumore prodotto (in decibel) nelle caratteristiche della PSU (anche se quanto viene dichiarato non sempre trova reale riscontro nella realtà)
  • sistema di termoregolazione automatica che regola la rotazione della ventola in base alla necessità di raffreddamento dell’unità
  • PSU modulare, cioè possibilità di utilizzare solo il cablaggio strettamente necessario, scollegando i connettori superflui; ciò determina un minore impegno del volume del case e, di conseguenza, una maggiore facilità nella circolazione dell’aria all’interno del cabinet, quindi un migliore raffreddamento di tutto il sistema. Quest’ultima caratteristica, seppure interessante, può determinare un forte innalzamento del prezzo della PSU, per cui la si consideri un valore aggiunto, più che un punto di partenza

Esistono anche due tipologie di PSU raffreddate passivamente: le PSU ATX (quindi di dimensioni standard) silent o fanless di potenza medio alta (fino a 400W), prive di ventola ma costruite con materiale altamente dissipante che consenta la dispersione del calore e le cosiddette pico-PSU, ovvero unità di alimentazione DC/DC molto piccole montate allinterno del case (spesso direttamente sul cavo di alimentazione a 20/24 pin della scheda madre), connesse ad un trasformatore AC/DC esterno (tipo notebook), di wattaggio minore (fino a 150W) e particolarmente indicate per la creazione di un sistema mini-ITX a basso consumo. Questa seconda tipologia di PSU si trova spesso preinstallata nei case con form-factor mini-ITX.

A nostro parere, se l’adozione di una PSU fanless è una scelta dovuta nella costruzione di un sistema totalmente passivo, quindi raffreddato senza circolazione forzata da ventole e dunque inserito in un case appositamente strutturato per il raffreddamento passivo (costruito con materiale pesante e molto dissipante), in tutti gli altri casi è sconsigliabile, sia per via del prezzo dell’oggetto, sia per il fatto che produrrebbe calore all’interno del cabinet che andrà comunque dissipato con ventole, sia per il fatto che una buona PSU raffreddata attivamente è pressoché inudibile (soprattutto se termoregolata) e può essere altresì utile ad espellere l’aria calda dall’interno del case.

Sempre in ambito di ventole e calore, affrontiamo ora il tema del raffreddamento della CPU. Le possibilità, in questo caso sono principalmente quattro:

  • raffreddamento a liquido, tipico di sistemi overclockati o moddati; contrariamente a quanto si possa pensare, non è una modalità del tutto silent, perché il liquido necessita della spinta di una pompa elettrica per poter circolare e deve essere comunque raffreddato in modo attivo, quindi da una ventola. Soluzione stilisticamente e concettualmente interessante, ma più adatta a sistemi spinti che a sistemi Media Center
  • dissipazione attiva, cioè la tipologia di raffreddamento più tipica (anche per i normali PC) che prevede, oltre al dissipatore posto a contatto della CPU, anche una ventola per il raffreddamento rapido dello stesso; questa scelta è tanto più interessante quanto più la ventola prescelta sarà silenziosa e di ampio diametro e se il dissipatore in dotazione con la CPU viene sostituito con uno di maggiore efficienza
  • dissipazione passiva, ovvero raffreddamento per il solo tramite di un radiatore posto a contatto della CPU, costruito in materiale dissipante (spesso si usa il rame) e di dimensioni assai generose
  • raffreddamento semi-passivo, che implica l’adozione di un buon dissipatore posto a contatto della CPU (come per la dissipazione passiva) raffreddato non per mezzo di specifica ventola, ma attraverso la ventola di sistema che forza il ricircolo dell’aria all’interno del cabinet, immette aria dall’ambiente e sia posizionata in modo da convogliare il flusso dell’aria fresca principalmente sul dissipatore della CPU

Così come detto poco sopra riguardo alle PSU, anche in questo caso ci sentiamo di consigliare la terza ipotesi solo a coloro i quali vogliano costruire un sistema totalmente passivo ed abbiano a disposizione, oltre ad una CPU con TDP molto basso, un case di volume ampio oppure dotato di pipes che amplifichino il raffreddamento trasferendo pare del calore al telaio del case. Scartata anche la prima ipotesi per i motivi già esposti, riteniamo che il raffreddamento attivo o semi passivo, per cui sarà fondamentale un’attenta scelta del dissipatore e/o della ventola (non è opportuno affidarsi al dissipatore boxed ovvero quello in dotazione al momento dell’acquisto del processore), siano le strade tutto sommato più interessanti da percorrere.

Consigli per l’assemblaggio dell’HTPC

Ogni cosa che merita di essere fatta, merita di essere fatta bene diceva Lord Philip Dormer Chesterfield; quindi, partire con il piede sbagliato, impostare male il lavoro, non avere sufficiente tempo o spazio, non sapere esattamente in quale ordine assemblare i componenti hardware, sono errori tanto tipici quanto pericolosi. Il danno minore è accorgersi di aver saltato un passaggio e dover ricominciare da capo, quello maggiore è di danneggiare il prezioso hardware che abbiamo a disposizione. Insomma, amici cari: lopera va compiuta con calma e gesso!

Prima condizione fondamentale: niente fretta, piano dappoggio pulito ed ampio e ottima illuminazione. Lunico utensile veramente necessario è un cacciavite a stella, per cui teniamone a disposizione un paio di diverse dimensioni. Inoltre è consigliabile disporre di una decina di fascette autostringenti piccole ed una pinza a becchi lunghi. Ricordiamoci una cosa fondamentale per quanto riguarda la RAM, ma che può interessare anche le altre periferiche: lhardware teme le scariche elettrostatiche, per cui occorre sempre evitare di toccare con le dita i connettori elettrici, le piedinature ed i contatti. Altro aspetto da non sottovalutare: dobbiamo lavorare sempre a spina staccata (non beamoci del fatto che il sistema lavora con corrente continua a basso voltaggio) e per evitare tentazioni fulminanti abituiamoci a chiudere il case ogni qual volta che diamo tensione allHTPC.

Prima di iniziare ad inserire le varie componenti nel case, pensiamo attentamente a tutte le connessioni, periferiche ed accessori che andremo a montare: per esempio, partire dalla scheda madre, fissandola alla base del case, non solo è un ottimo inizio, ma spesso una scelta obbligata. Perché dunque non innestare la CPU e le RAM prima di fissare la scheda madre al case? Eviteremmo contorsionismi inutili. CPU e RAM hanno zoccolature per l’inserimento obbligato, cioè è impossibile innestarle in modo non corretto, ma questo non implica che entrambe si possano danneggiare tentando di forzare la via sbagliata.

La parola dordine è.. ordine! Ordine nellambiente in cui operiamo, ordine mentale e ordine allinterno del case del nostro HTPC: procediamo con ordine, teniamo in ordine e seguiamo un ordine. Non facciamoci prendere dalla smania di collegare il sistema prima di avere inserito tutto lhardware, perché anche per questa semplice operazione è opportuno seguire un ordine ben definito. Per esempio, è importante che i cavi degli hard-disk scorrano in modo rettilineo, cioè senza pieghe evidenti, non attorcigliati ad altri cavi e in modo che restino morbidi, cioè non troppo tirati. Inoltre dobbiamo prevedere che alcune periferiche possano essere rimosse o aggiunte successivamente alla creazione dellHTPC: le prime dovranno poter essere scollegate, sganciate e rimosse con facilità, le seconde devono poter essere innestate senza provocare traumi alle connessioni o al resto dellhardware.

Dopo aver messo in luce le difficoltà, rischi e possibili errori chiudiamo con uno spunto positivo: assemblare un HTPC non è unoperazione complicata, né lunga, tanto meno inaffrontabile da un principiante (anzi sono proprio i principianti che spesso raggiungono risultati migliori ): serve solo una discreta manualità e molta attenzione. Il risultato sarà sensazionale; il primo impulso, il primo beep di accensione, le prime scritte sullo schermo, ve lo garantiamo, sarà uno degli eventi più emozionanti della vostra vita, saranno i primi vagiti della nostra creatura!

Storage Server Client HTPC

Negli articoli precedenti abbiamo illustrato le caratteristiche tipiche di un HTPC che, a grandi linee possono essere sintetizzate come segue: un HTPC Media Center è un PC da salotto che, tramite telecomando ed apposito front-end, ci consentirà di fruire comodamente dei contenuti multimediali in esso memorizzati e che ci consentirà di sintonizzare e registrare le emittenti televisive digitali terrestri e satellitari. Ne consegue che avrà la caratteristica di racchiudere in sè tutte le periferiche utili allo scop0: hard disk, sintonizzatori TV, lettore BluRay o DVD, etc. Ma se poi gli stessi contenuti li vogliamo visualizzare anche su una TV secondaria? Se, mentre facciamo colazione in cucina avessimo il desiderio di vedere il programma registrato la sera prima o se la sera prima avessimo voluto veder finire lepisodio della nostra serie preferita comodamente spaparanzati a letto? Bene, inutile girarci intorno: un HTPC così come lo abbiamo illustrato in queste pagine non ci aiuta nello scopo.

Dobbiamo progettare un HTPC di tipo client-server, ovvero prevedere due o più apparati distinti, collegati tra loro a mezzo di LAN cablata (o via Powerline) o LAN via wireless (questultima se proprio non abbiamo alternativa, dato che potrebbe non avere banda sufficiente per contenuti ad alta definizione) in grado quindi di dialogare tra loro. Nel server troveranno spazio gli hard-disk, i sintonizzatori TV e, più in generale, verranno sistemati tutti i componenti utili alla ricezione, memorizzazione e diffusione dei contenuti, mentre in ogni client avremo solo lo stretto necessario per riprodurre quanto contenuto nel server.

Tuttavia, creare due apparati del tipo descritto non sarà sufficiente: infatti, se non avremo difficoltà ad accedere ai file memorizzati sul server (come accade normalmente in un ufficio), per beneficiare della visione della TV, avremo bisogno di un software dotato di tale funzionalità. In altre parole, la possibilità di estendere localmente i contenuti del nostro HTPC prevede la progettazione specifica di due o più apparati distinti, con caratteristiche convergenti e complementari e ladozione di un front-end capace di venire incontro alle nostre esigenze.

Come conseguenza, la scelta dellhardware dovrà essere ponderata attentamente, affinché ciò che acquisteremo risulti compatibile in primis con il front-end e, più in generale, sia adatta allo scopo. Ciò premesso, è facile intuire che server e client saranno sistemi radicalmente differenti tra loro: banalmente, il server difficilmente sarà impostato su soluzioni mini-ITX mentre è più facile, se non scontato, che lo sia il client. Questultimo avrà una dotazione hardware simile ad un PC (con le differenze già più volte citate), il server dovrà invece offrire spazio a tutte le periferiche necessarie al buon funzionamento del sistema.

Consigli per i componenti del nostro HTPC

Veniamo ora alla parte più divertente e gratificante: la lista della spesa e, quindi, i nostri consigli hardware per un buon HTPC. Se abbiamo ben chiaro cosa vogliamo realizzare, questoperazione sarà tanto divertente quanto rapida, proprio perché, almeno sulla carta, il nostro HTPC avrà già trovato la giusta forma e il necessario contenuto. Vediamo quindi gli aspetti da non sottovalutare per un acquisto giusto sotto tutti i punti di vista.

Nella scelta della scheda madre, al di là dallaspetto dimensionale (già trattato negli articoli precedenti) i principali aspetti da considerare sono:

  • il Chipset, cioè il sistema di circuiti installati sulla motherboard, aspetto che determina buona parte delle caratteristiche che seguono
  • sezione video integrata, normalmente abbreviata in GPU o VGA, e tipologia della connessione video VGA, DVI o HDMI
  • sezione audio integrata e tipologia della connessione audio: analogica stereo o analogica multicanale, digitale spdif/ottica o digitale coassiale. Fondamentale anche la possibilità di veicolare i segnali audio stereo, multicanale, dolby, losless, etc. via HDMI
  • il Socket, ovvero la standard del connettore per lalloggiamento della CPU
  • il Front Side Bus, cioè la velocità di dialogo dei vari componenti (CPU, RAM, etc.)
  • la quantità, tipologia e velocità massima dei moduli RAM montabili
  • la quantità, tipologia e velocità dellinterfaccia per la connessione di hard disk
  • la dotazione di connessioni disponibili, ovvero il numero e la tipologia, ad esempio, delle porte USB (2.0, 3.0), IEEE 1394 o Firewire (utile per la connessione di videocamere DV), Seriale e/o Parallela (entrambe ormai in disuso), etc. Vanno considerate sia le connessioni posteriori, quindi accessibili dallesterno, che quelle cosidette onboard o header, quindi presenti sulla scheda madre, non accessibili dallesterno, e funzionali a connettere periferiche interne
  • numero e tipologia degli slot di espansione PCI, ovvero delle interfacce per la connessione di periferiche aggiuntive

Il buon funzionamento del nostro PC da salotto, non può quindi prescindere dal chipset della scheda madre, proprio perchè determina le caratteristiche di massima della scheda madre stesse, cioè influisce su tutte le altre caratteristiche sopra elencate.

Per quanto riguarda la sezione video (VGA o GPU), sia essa integrata nel chipset, quindi presaldata sulla scheda madre, sia essa discreta, cioè connessa al sistema via PCI o PCI-e, dovremo sicuramente considerare:

  • presenza di ventola silenziosa o raffreddamento passivo (sconsigliato in case di piccole dimensioni e per GPU molto performanti)
  • quantità, tipologia e velocità di memoria disponibile e, qualora la GPU fosse ricompresa nel chipset, esistenza di una RAM dedicata in alterativa alla condivisione di parte della memoria del sistema
  • possibilità di veicolare tutti i formati audio multicanale (anche losless), tramite connessione HDMI
  • capacità di sfruttare laccelerazione hardware per la decodifica di contenuti in alta definizione (tutte le schede attuali, anche economiche, hanno ormai questa capacità)
  • tutti gli altri aspetti più tecnici (tecnologia produttiva, numero di core e velocità del processore, etc.) che non riteniamo sia questa la sede di trattare, soprattutto in virtù del fatto che, verificate le caratteristiche di cui sopra, queste più specifiche seguiranno di conseguenza

La costante e sempre crescente miniaturizzazione dei circuiti ha determinato la possibilità di integrare nel chipset della motherboard GPU di potenza sufficiente alluso HTPC, senza necessità, salvo esigenze particolari, di adottare sezioni video discrete. Consigliamo quindi di optare per questa possibilità per la costruzione del nostro primo sistema Media Center.

Per la scelta del processore, determinata anche dal socket della motherboard prescelta, non dovremo farci influenzare solo dalla potenza o quantità di core dello stesso, ma piuttosto dal TDP (Thermal Design Power).Esso viene misurato in watt e rappresenta la quantità di energia consumata dal processore per lavorare a pieno regime, ovvero il calore che la CPU dovrà smaltire per lavorare a potenza piena. Limportanza della potenza è relativa, dato che in un HTPC il lavoro dellelaborazione grafica in carico alla GPU sarà prevalente rispetto allimpegno del processore o, comunque, la GPU sottrarrà alla CPU buona parte del lavoro utile a beneficiare dei contenuti multimediali. Chiaramente una CPU più veloce, performante e con maggior numero di cores determinerà un sistema più reattivo e più fresco (lavorerà a bassi regimi) e ci consentirà di poter delegare al nostro Media Center anche compiti non strettamente connessi allutilizzo come PC da salotto (lelaborazione video, per esempio).

Attenzione a non farsi colpire dalla sindrome della MotoGP nella scelta del processore, cioè quellirrefrenabile impulso ad alimentare il nostro mezzo con un motore di grande potenza (in questo caso, ovviamente, la CPU), quando poi lo useremo solo al di fuori della pista. Nel caso specifico, il nostro PC da salotto svolgerà dei compiti infinitamente meno avidi di potenza rispetto a quelli che richiedono CPU esose e ultraperformanti.

Ancora una volta siamo costretti a fare cenno alla sempre crescente miniaturizzazione dei componenti tecnologici per chiarire che alcune motherboard mini ITX, oltre ad essere dotate di una buona sezione video onboard montano un processore presaldato a basso consumo (10/15W) e di potenza modesta ma sufficiente per luso multimediale. Ladozione di questa tipologia di prodotto come base per il nostro sistema multimediale è condivisibile per molti aspetti:

  • aspetto ambientale: basso consumo significa risparmio ma anche rispetto dellambiente. Un sistema così concepito, già corredato di tutte le periferiche, può arrivare a consumare 30W, cioè circa un terzo di un normale sistema desktop o con CPU e GPU separate.
  • facilità di assemblaggio e riduzione della possibilità di errori o incompatibilità. Con la sola aggiunta di RAM, di un Hard Disk e di un alimentatore, avremo già un sistema totalmente funzionante, anche per il fatto che i driver di configurazione del sistema saranno ottenibili da ununica fonte, ovvero il sito del produttore della motherboard
  • aspetto economico: di norma un siffatto sistema costa molto meno di un sistema a componenti discrete.

Non ci soffermeremo molto sulla scelta della RAM, piuttosto vogliamo darvi un consiglio che saprete apprezzare solo se vi dovesse capitare di non farlo vostro. Ogni produttore di motherboard testa alcune tipologie, quantità e marche di RAM, dando poi notizia della piena compatibilità sul proprio sito internet: ecco, ignorare questo aspetto e fare di testa nostra significa molto spesso lottare contro BSOD (letteralmente schermate blu di morte) ovvero blocchi inaspettati del sistema o disfunzioni meno gravi ma che rallentano o impediscono lutilizzo del nostro HTPC.

Evitiamo dunque di fare gli spavaldi, lasciamo da parte lorgoglio nerd che cè in noi e facciamo tesoro dellottimo consiglio, partendo proprio da quella lista di RAM compatibili, pescando poi la quantità desiderata, la velocità e la latenza migliore.

HTPC form factor

Il formato e le dimensioni di un HTPC sono i primi aspetti da considerare: facciamo quindi un piccolo passo in avanti verso la realizzazione pratica del nostro progetto e affianchiamo alla teoria sinora trattata qualche primo concetto importante.

Prima di tutto dobbiamo avere ben chiaro dove alloggeremo il nostro Media Center: sarà opportuno verificare se esistano a fianco, sopra o sotto lo spazio identificato, altri apparecchi che dovranno convivere nel nostro salotto; in caso affermativo, è buona norma individuare un contenitore di forma e colore similare, diversamente avremo pressoché carta bianca. Questo primo elemento non è puramente estetico perchè, nella pratica, si tramuta nel primo imprescindibile elemento di standardizzazione del sistema, ovvero la scelta del fattore di forma (form-factor) del nostro HTPC.

Infatti, gli standard internazionali fissano svariati formati dimensionali che i produttori di hardware sono tenuti a rispettare; in questarticolo faremo principalmente riferimento ai form-factors relativi alle schede madri (motherboard), ovvero linsieme degli elementi che costituiscono il circuito stampato principale di ogni PC, su cui alloggeranno o si connetteranno tutti gli altri elementi del sistema. Chiaramente, la dimensione della scheda madre sarà unelemento importante per la scelta del contenitore in cui la andremo ad alloggiare.

In ambito HTPC, ma anche per i normali Personal Computers, i form-factors utilizzati sono principalmente tre: il formato ATX (cm 30 x 24), micro ATX (cm 24 x 24) e mini ITX (cm 17 x 17) .

  • Il primo form-factor (ATX) è forse il più vincolante, perché ci obbligherà ad adottare un cabinet di dimensioni generose ma, per contro, ci darà il più alto grado di espandibilità.
  • Il secondo (micro ATX), forse il più indicato per creare un sistema Media Center, potrà essere alloggiato solo in case di standard equivalente e ci fornirà una buon grado di espandibilità.
  • Il terzo standard (mini ITX), spesso associato al desiderio di creare sistemi estremamente compatti, potrà essere inserito in case di qualunque form-factor, ma, per contro, avrà un livello di espandibilità meno marcato.

Se fino a qualche anno fa il formato più piccolo (mini ITX) era considerato fondamentalmente di nicchia, ora, grazie anche alla continua attività di miniaturizzazione delle componenti, che consente di poter avere prestazioni similari ad un sistema basato su un fattore di forma più grande, è tornato prepotentemente in auge. Al successo del mini ITX concorre anche la scelta, attuata da molti produttori, di sviluppare motherboard con processore (CPU) di ultima generazione presaldato e chip grafici integrati di ottimo livello.

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