Altri componenti hardware per il nostro HTPC

Nei precedenti articoli abbiamo già trattato l’argomento hardware, affrontando la scelta delle componenti che rappresentano il cuore del nostro sistema: Motherboard, CPU, VGA e RAM. Proseguiamo con i consigli hardware per HTPC, toccando ora quegli aspetti che oggettivamente sono secondari, ma che in un HTPC rappresentanto dettagli importantissimi che spesso fanno la differenza.

Un sistema performante ed efficiente deve essere correttamente alimentato. La PSU, cioè l’alimentatore che trasformerà e fornirà corrente continua e multivoltaggio al nostro sistema, deve innanzitutto essere adeguata, in termini di potenza, al consumo di tutto l’hardware installato. Badiamo però che per adeguata non intendiamo necessariamente di pari potenza: infatti, così come quando cuciniamo un risotto, misuriamo le porzioni con il pugno della mano e riserviamo un paio di manciate per la padella, alla stessa maniera, è buona norma scegliere una PSU con potenza pari al consumo totale del sistema, incrementato del 50% (ad esempio, se stimiamo che il nostro HTPC consumi 150W a pieno regime, orientiamoci su una PSU da almeno 220W). Una tale tolleranza è consigliabile principalmente per i seguenti motivi:

  • discordanza tra la potenza dichiarata dal produttore e la potenza realmente erogata dall’unità
  • efficienza della PSU, cioè potenza reale emessa al netto della naturale dispersione delle componenti
  • margine per l’ampliamento del sistema e per l’installazione di periferiche aggiuntive rispetto alla dotazione iniziale
  • maggiore stabilità delle tensioni, dovuta ad un minore sforzo dell’apparato di alimentazione

Proprio con riferimento alla dispersione di corrente di un’unità PSU, va considerato che anche gli alimentatori più efficienti (definiti 80-PLUS) sprecano una quantità di watt che può arrivare fino al 20% della potenza massima. In altre parole, un buon alimentatore da 600W può arrivare a bruciare anche 120W, trasformandoli in calore. Già in fase progettuale avevamo sottolineato quanto sia importante il raffreddamento per un HTPC: ecco, consideriamo quindi che, meno il sistema scalderà, meno dovremo raffreddarlo con apposite ventole, meno percepiremo il rumore prodotto dal ricircolo forzato del flusso d’aria.

A questo punto dovrebbe essere chiaro che, come per la CPU, anche per la scelta della PSU non si deve eccedere inutilmente (in un precedente articolo l’abbiamo definita sindrome della MotoGP), sovra-dosando eccessivamente la potenza dell’unità di alimentazione, anche perché maggiore potenza, oltre a maggiore spreco e calore, significa anche maggiore prezzo di acquisto. Un sistema HTPC ben costruito, ancorchè ben farcito di hard disk, periferiche ed accessori, raramente consumerà più di 100W a pieno regime, per cui è tendenzialmente inutile propendere per PSU di potenza superiore ai 300W. Pertanto per il nostro Media Center, è fondamentale scegliere PSU che abbiano le seguenti caratteristiche:

  • potenza adeguata al reale consumo
  • ventola di raffreddamento ampia (da 120mm), che, se confrontata ad una di diametro inferiore, ruoterà a velocità minori per produrre il medesimo flusso d’aria
  • ventola silenziosa; di norma i produttori di alimentatori commercializzano una tipologia di apparecchi denominati silent ovvero appositamente studiata per produrre meno rumore possibile; è anche consuetudine verificare che sia indicato il valore del rumore prodotto (in decibel) nelle caratteristiche della PSU (anche se quanto viene dichiarato non sempre trova reale riscontro nella realtà)
  • sistema di termoregolazione automatica che regola la rotazione della ventola in base alla necessità di raffreddamento dell’unità
  • PSU modulare, cioè possibilità di utilizzare solo il cablaggio strettamente necessario, scollegando i connettori superflui; ciò determina un minore impegno del volume del case e, di conseguenza, una maggiore facilità nella circolazione dell’aria all’interno del cabinet, quindi un migliore raffreddamento di tutto il sistema. Quest’ultima caratteristica, seppure interessante, può determinare un forte innalzamento del prezzo della PSU, per cui la si consideri un valore aggiunto, più che un punto di partenza

Esistono anche due tipologie di PSU raffreddate passivamente: le PSU ATX (quindi di dimensioni standard) silent o fanless di potenza medio alta (fino a 400W), prive di ventola ma costruite con materiale altamente dissipante che consenta la dispersione del calore e le cosiddette pico-PSU, ovvero unità di alimentazione DC/DC molto piccole montate allinterno del case (spesso direttamente sul cavo di alimentazione a 20/24 pin della scheda madre), connesse ad un trasformatore AC/DC esterno (tipo notebook), di wattaggio minore (fino a 150W) e particolarmente indicate per la creazione di un sistema mini-ITX a basso consumo. Questa seconda tipologia di PSU si trova spesso preinstallata nei case con form-factor mini-ITX.

A nostro parere, se l’adozione di una PSU fanless è una scelta dovuta nella costruzione di un sistema totalmente passivo, quindi raffreddato senza circolazione forzata da ventole e dunque inserito in un case appositamente strutturato per il raffreddamento passivo (costruito con materiale pesante e molto dissipante), in tutti gli altri casi è sconsigliabile, sia per via del prezzo dell’oggetto, sia per il fatto che produrrebbe calore all’interno del cabinet che andrà comunque dissipato con ventole, sia per il fatto che una buona PSU raffreddata attivamente è pressoché inudibile (soprattutto se termoregolata) e può essere altresì utile ad espellere l’aria calda dall’interno del case.

Sempre in ambito di ventole e calore, affrontiamo ora il tema del raffreddamento della CPU. Le possibilità, in questo caso sono principalmente quattro:

  • raffreddamento a liquido, tipico di sistemi overclockati o moddati; contrariamente a quanto si possa pensare, non è una modalità del tutto silent, perché il liquido necessita della spinta di una pompa elettrica per poter circolare e deve essere comunque raffreddato in modo attivo, quindi da una ventola. Soluzione stilisticamente e concettualmente interessante, ma più adatta a sistemi spinti che a sistemi Media Center
  • dissipazione attiva, cioè la tipologia di raffreddamento più tipica (anche per i normali PC) che prevede, oltre al dissipatore posto a contatto della CPU, anche una ventola per il raffreddamento rapido dello stesso; questa scelta è tanto più interessante quanto più la ventola prescelta sarà silenziosa e di ampio diametro e se il dissipatore in dotazione con la CPU viene sostituito con uno di maggiore efficienza
  • dissipazione passiva, ovvero raffreddamento per il solo tramite di un radiatore posto a contatto della CPU, costruito in materiale dissipante (spesso si usa il rame) e di dimensioni assai generose
  • raffreddamento semi-passivo, che implica l’adozione di un buon dissipatore posto a contatto della CPU (come per la dissipazione passiva) raffreddato non per mezzo di specifica ventola, ma attraverso la ventola di sistema che forza il ricircolo dell’aria all’interno del cabinet, immette aria dall’ambiente e sia posizionata in modo da convogliare il flusso dell’aria fresca principalmente sul dissipatore della CPU

Così come detto poco sopra riguardo alle PSU, anche in questo caso ci sentiamo di consigliare la terza ipotesi solo a coloro i quali vogliano costruire un sistema totalmente passivo ed abbiano a disposizione, oltre ad una CPU con TDP molto basso, un case di volume ampio oppure dotato di pipes che amplifichino il raffreddamento trasferendo pare del calore al telaio del case. Scartata anche la prima ipotesi per i motivi già esposti, riteniamo che il raffreddamento attivo o semi passivo, per cui sarà fondamentale un’attenta scelta del dissipatore e/o della ventola (non è opportuno affidarsi al dissipatore boxed ovvero quello in dotazione al momento dell’acquisto del processore), siano le strade tutto sommato più interessanti da percorrere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copyright HTPC WORLD 2017
Tech Nerd theme designed by Siteturner